Pipì a letto a 6 anni: cosa fare?

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Salute
Pipì a letto a 6 anni: cosa fare?

Prendiamo spunto dalla celebrazione della giornata mondiale dell’enuresi, svoltasi il 28 maggio, per parlare di questo disturbo che colpisce il 20% dei bambini tra i 5 e i 6 anni. Occorre un’adeguata sensibilizzazione riguardo a questo disturbo che spesso è affrontato con troppi imbarazzi che non servono a risolverlo.

 

Cos’è l’Enuresi

Per enuresi si intende la perdita d’urina durante la notte, mentre si dorme. Da distinguere assolutamente dall’incontinenza urinaria che è un problema ad assoluta prevalenza nell’età avanzata e che si verifica in qualsiasi periodo della giornata.

 

L’enuresi è un disturbo che colpisce i bambini in un campo d’età in cui normalmente non dovrebbe più presentarsi. E’ popolarmente “fare la pipì a letto”. Questo accade normalmente fino ad un certo punto della vita del bambino, quando il controllo sfinterico non è ancora abbastanza maturo.

 

E’ normale, infatti, che un bambino da pochi anni si faccia la pipì addosso soprattutto di notte, quando il sonno è profondo e il controllo dello sfintere urinario si perde. Con la crescita questo fenomeno si va sempre più riducendo fino a scomparire del tutto entro i 5 anni.

 

Alcuni bambini, invece, continuano a perdere l’urina di notte anche oltre questa età. Questo genera problemi al bambino ma anche ai genitori che si vergognano di ammettere il problema e chiedere aiuto a chi può fornirlo, il pediatra, attendendo che il disturbo cessi da solo.

 

Gli errori da evitare

Quando il bambino, dopo i 5-6 anni continua a bagnarsi senza rendersene nemmeno conto, lo stesso bambino vive la situazione con disagio e genera ansie a causa di questo.

 

L’atteggiamento dei genitori non dovrebbe essere di incremento dell’ansia sgridando il bambino perché ciò che succede non dipende affatto da una volontà del figlio, al contrario, il bambino lo vive come un disagio, un fatto involontario che si rende conto essere un problema ma che non ha possibilità di evitare.

 

Cause dell’Enuresi

Le cause dell’Enuresi possono essere diverse e spesso anche in associazione tra loro. La fisiologia è tale per cui durante le ore notturne si genera un ormone, l’ADH, detto anche Ormone antidiuretico che rallenta la funzione renale, la produzione di urina.

 

Questa ridotta escrezione urinaria fa sì che nella vescica si raccolga meno urina, quindi la stessa vescica abbia la massima capacità di contenerla e trattenerla. Una ridotta produzione di tale ormone, evidentemente, non riduce la quantità di urina e la vescica si riempie oltre ciò che dovrebbe.

 

L’alterato stato di coscienza soprattutto nei bambini, fa in modo che ad un certo punto la vescica superi la capacità di contenimento e lo sfintere si rilasci provocando la pipì a letto.

 

Il cervello ha normalmente il controllo della contrazione muscolare. Durante il sonno il cervello può non svolgere correttamente tale azione e in seguito a questo la vescica viene contratta provocando l’involontaria perdita d’urina.

 

La Classificazione dell’Enuresi 

In ambito medico l’Enuresi viene suddivisa in due tipi:

  • Enuresi primaria
  • Enuresi secondaria

Nell’Enuresi primaria la perdita d’urina è pressoché costante a quotidiana  senza una volta per almeno sei mesi in cui questo non sia accaduto. Nell’Enuresi secondaria, il bambino per almeno sei mesi non ha mai bagnato il letto e riprende a farlo.

 

Nella forma secondaria quasi sempre alla base del fenomeno c’è un disagio psicologico da parte del bambino.

 

Rimedi

diversi comportamenti dei genitori possono contribuire a risolvere l’Enuresi del bambino: limitare i liquidi dopo le 18, limitare cibi troppo salati e ricchi di calcio come latte, formaggi, yogurt a cena e abituare il bambino ad andare in bagno prima di andare a letto. Utile il contrasto alla stitichezza e al sovrappeso.

 

Il medico potrà ordinare specifici esami per comprendere se vi sono alterazioni ormonali e in questo caso potrà prescrivere farmaci adeguati per correggere la carenza dimostrata.

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