Il Burro fa davvero male?

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Alimentazione

Il consumo di burro è spesso demonizzato, sconsigliato perché si ritiene che faccia male e probabilmente i nutrizionisti avranno anche ragione ma questo vale soprattutto per un consumo eccessivo, al contrario un consumo moderato può portare anche vantaggi all’organismo.

Burro di qualità

Il burro è composto da una parte di acqua e una di sostanza prevalentemente grasse. Sono note le calorie contenute in 100 grammi di burro, sono tante e per questo va usato con parsimonia e magari anche eliminato nei regimi ipocalorici. Essendo un prodotto grasso di origine animale ha anche un elevato contenuto di colesterolo, quindi sconsigliato anche a chi ha problemi di ipercolesterolemia ma oggi vogliamo anche spezzare una lancia a favore di questo gustoso alimento.

Il burro ha delle ottime proprietà da non sottovalutare: le vitamine liposolubili in esso contenute possono avere effetti benefici contro l’osteoporosi, le malattie degenerative e secondo recenti scoperte, anche contro l’infarto. In particolare la vitamina K2 entra in processi biochimici nell’organismo andando a contrastare l’aterosclerosi e incide nel metabolismo del Calcio favorendone il fissaggio sulle ossa, a contrasto dell’osteoporosi e a rinforzo dei denti. Il consumo di burro varia molto a seconda delle varie aree geografiche essendo molto più presente nelle cucine del nord, meno nelle aree meridionali dove prevale certamente l’uso dell’olio di oliva.

Esperimenti con il burro

Gli scienziati sono costantemente impegnati a elaborare teorie, comprendere meccanismi non ancora conosciuti e verificare le loro convinzioni scientifiche attraverso esperimenti. Uno di questi ha riguardato gli effetti dell’acido butirrico una sostanza fortemente presente nel burro: la sperimentazione sui ratti ha dimostrato un’azione positiva dell’acido butirrico nel decremento delle problematiche cerebrali, in particolare le malattie mentali mentre aumenta l’energia disponibile; un altro effetto positivo riguarda il contrasto al diabete di tipo 1 e una riduzione della permeabilità intestinale che si traduce in un diminuito assorbimento di sostanze.

Se è vero che si riduce l’assorbimento intestinale, allora è altrettanto vero che si riduce anche l’assorbimento di colesterolo e di trigliceridi e si riducono le calorie assorbite. Tutto questo non può che portare a beneficio per l’organismo, innegabilmente. Quello che è invece importante puntualizzare è che il burro di alpeggio, quello ottenuto dal latte di mucche che pascolano liberamente mangiando le erbe di montagna, contiene certamente molte sostanze utili in più rispetto al burro industriale. Interessante anche la presenza di batteri utili che sono assenti nel burro industriale che viene trattato con la pastorizzazione che uccide i batteri, garantendo una durata decisamente superiore senza alterazioni del prodotto ma anche più povero e meno utile per l’organismo.

Vitamine del burro

Da segnalare anche un’importante presenza di vitamina A e una quantità di betacarotene superiore alle carote. Dal momento che il burro non può essere considerato l’alimento base dell’alimentazione, tuttavia, occorre provvedere all’apporto di sostanze attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata. In conseguenza di quanto detto, nella scelta del burro orientati sempre verso quello artigianale, meglio se hai la possibilità di acquistarlo in qualche alpeggio e ti accorgerai che puoi riscoprire un gusto che avevi quasi dimenticato e ne avrai benefici decisamente superiori a quelli che avresti dal burro industriale, certamente sicuro e garantito e di lunga durata ma anche meno saporito ed utile.

Non possiamo negare, comunque, che pur nella considerazione dei benefici del burro, la scelta di utilizzare olio extra vergine di oliva rappresenta la scelta più sana ma con questo abbiamo voluto riconsiderare un alimento che è troppo spesso demonizzato, a torto. Al contrario, ti consigliamo di evitare le margarine, un concentrato di grassi di origine vegetale ma di tipo veramente non benefico per l’organismo.

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