Abbiamo un secondo cervello?

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Salute

Fino a poco tempo fa si sapeva che nel cervello ci sono delle cellule specializzate, i neuroni, che sono tra loro connessi con delle formazioni chiamate “Assoni” che consentono il passaggio degli impulsi creando una rete di comunicazione.

Come funziona il cervello?

Il funzionamento del cervello è estremamente complicato e nonostante i tanti progressi della scienza, ancora poco si sa del suo reale funzionamento. Finora si credeva che i Neuroni costituissero una dotazione non rigenerabile, nel senso che i Neuroni che progressivamente muoiono, si perdono, non vengono rimpiazzati da altri, come invece avviene nella rigenerazione cellulare di qualunque altro organo del corpo. Questo in verità andava un po’ contro ad ogni logica: se in ogni parte del corpo si ha una rigenerazione cellulare, anche di cellule altamente specializzate, perché cellule così importanti non dovrebbero rigenerarsi? Gli scienziati hanno, infatti, scoperto che anche i neuroni, seppure solo in modo parziale, si rigenerano ma hanno anche fatto un’altra scoperta davvero sconvolgente: anche nell’intestino esistono numerosi neuroni.

Si sa che le emozioni influenzano parecchio le funzioni intestinali, una forte emozione può provocare crampi, anche disturbi più forti come diarrea; quale legame c’è tra le emozioni e la funzione intestinale? Da tempo si sa che il nervo vago interviene sul sistema nervoso che regola l’intestino, e il sistema del vago è direttamente influenzato dalle emozioni, sotto il diretto controllo di alcuni distretti del cervello ma la scoperta di molti neuroni nell’intestino porta a riconsiderare la connessione tra intestino e sistema nervoso. In verità si ritiene che i neuroni intestinali siano talmente numerosi da indurre gli scienziati a ritenere che esista un secondo cervello proprio nell’intestino, non inteso come un organo affiancato all’intestino stesso ma una componente funzionale nervosa in qualche modo autonoma, influenzata da certi ormoni legati alle emozioni. Questo sistema neuronale dell’intestino sarebbe in stretta connessione con il cervello centrale, nel cranio, in qualche modo con una certa influenza sullo stato mentale.

Le funzioni dei neuroni intestinali

Alcuni beceri maschilisti sostengono che le Donne ragionano con l’Utero e la presenza di così tanti neuroni nell’intestino non autorizza nessuno a ritenere che il pensiero umano derivi in qualche modo dal contenuto intestinale, sebbene ascoltando molte persone verrebbe da pensarlo. Michael Gherson esperto dell’emergente settore della neurogastroenterologia ed autore del libro “Il Secondo Cervello”, sostiene e chiarisce che

il “Cervello intestinale” non ha influenza nel pensiero, nella poesia, la religione, la filosofia e tutte le altre funzioni cerebrali superiori, quelle che differenziano l’uomo dagli altri animali, per intendersi, Quindi non ha alcuna possibilità di influire sulle funzioni legate al pensiero e al ragionamento. Il sistema neuronale intestinale sarebbe costituito da oltre 100 milioni di neuroni incorporati nei tessuti intestinali e del tubo digerente, tra l’esofago e l’ano, in circa nove metri di lunghezza. Pare che la funzione sia limitata ad una gestione “Intelligente” della digestione, sollevando il cervello centrale da questa incombenza.

Il nervo vago

Abbiamo accennato al nervo vago e a questo proposito gli scienziati hanno anche scoperto che tale importante nervo trasporta informazioni dall’intestino al cervello e non viceversa se non attraverso particolari mediazioni ormonali. Questo depone a favore di una funzione neuronale dell’intestino che produce informazioni per il cervello centrale. Altri studi hanno dimostrato la presenza di circa 30 neurotrasmettitori nell’intestino, lo stesso numero del cervello e la presenza significativa di serotonina, l’ormone dell’umore, aprendo all’ipotesi che in verità le emozioni dell’umore sorgano anche nell’intestino e non solo nel cervello, in qualche modo, perciò, anche legato all’alimentazione. La sindrome del Colon Irritabile, che si sa essere mediata anche dalla serotonina, potrà essere considerata una malattia mentale?

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