Come uno psicologo può aiutare a risolvere le malattie psicosomatiche

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malattie psicosomatiche

Le malattie psicosomatiche sono sostanzialmente quelle che rientrano in quella branca della medicina che studia le relazioni tra mente e corpo. Nello specifico, si occupa di individuare e capire quale sia l’influenza che c’è tra emozione e corpo. Seppur inconsciamente, infatti, tutti noi siamo soggetti a disturbi fisici che possono avere origine nel mondo emozionale e affettivo. Qualche esempio? Lo stress, una delle malattie della mente di cui soffrono ormai quasi tutti i lavoratori, porta a digerire male. E ancora, la rabbia che crea acidità di stomaco, oppure il cambiamento di determinate abitudini che genera mal di testa. Insomma, di esempi se ne potrebbero fare davvero tanti, ma è provato scientificamente che ci sia una correlazione tra emozioni, affetti e vari tipi di disturbi. Il corpo e la mente, infatti, non devono essere pensati come due mondi separati, ma si tratta delle due parti di un unico essere e che inevitabilmente si influenzano reciprocamente.

Fortunatamente, oggi, la medicina ha ampliato le proprie vedute e quando si studia una patologia organica si analizzano tutti i fattori che concorrono alla sua determinazione. Significa sostanzialmente che non si va solamente alla ricerca delle cause fisiche, ma si prendono in considerazione quegli aspetti mentali che potrebbero aver avuto un’influenza, ossia lo stile di vita in generale di un paziente, il mondo affettivo, le relazioni, il contesto sociale e familiare in cui vive. Si tratta di un “approccio multifattoriale” che aiuta a definire meglio una malattia e di conseguenza a stabilire con maggiore precisione le terapie per la guarigione.

Malattie psicosomatiche: il compito dello psicologo

Gli esperti, dunque, spesso usano l’espressione “il corpo che parla” per definire le malattie psicosomatiche. In questo caso, i malanni fisici non sono altro che modi alternativi da parte del corpo di esprimere il malessere della mente. È il disagio interiore che viene fuori attraverso una sofferenza fisica, che possono appunto essere problemi dell’apparato digerente, ma anche dermatiti da stress e quant’altro. Le cause scatenanti possono essere forti pressioni esterne, particolari tensioni quando ci si prepara ad un colloquio di lavoro, oppure lutti mai elaborati che possono farsi sentire con sintomi anche a distanza di anni.

Ciascun sintomo va preso in seria considerazione ed è qui che subentra lo psicologo. Il suo compito nel caso delle malattie psicosomatiche è quello di aiutare la persona a connettere i sintomi con i mali della mente, trovando un modo alternativo per esternare emozioni negative. Lo psicologo, tramite le sue sedute, deve accompagnare il paziente verso sfoghi diversi di tensioni, ansia, stress, evitando così che sia il corpo a reagire male.

L’approccio dello psicologo è quello di svolgere sostanzialmente tre ruoli in uno: aiutare il paziente ad individuare l’evento traumatiche che ha dato il via alla malattia fisica; rafforzarlo affinché sia più difficile ricadere nella stessa patologia e orientare verso un confronto della persona con i suoi traumi, poiché è solo affrontandoli che gli stessi si possono superare. Senza un supporto, da solo l’individuo non può nemmeno raggiungere la consapevolezza di aver subito dei traumi.

Articolo scritto in collaborazione con www.studiopsicologo-torino.it

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