Ascesso dentale: come viene trattato

Salute
ascesso dentale

Un ascesso dentale consiste in un accumulo attorno al dente di globuli bianchi, di detriti cellulari e di batteri ormai morti che vanno a formare il pus. Ne abbiamo parlato con il team del Biomedic.

Quali sono le caratteristiche del deposito di pus dovuto a un ascesso dentale?

Tale deposito si colloca fra la polpa, l’osso e la gengiva, e il risultato è uno stato di forte sofferenza e dolore per il paziente. Gli ascessi dentali possono essere di due tipi: endodontico o parodontale. Il gonfiore ha una durata variabile a seconda della cura antibiotica: il problema, infatti, viene trattato con la somministrazione di medicinali che da un lato servono ad alleviare il dolore e dall’altro lato hanno lo scopo di contrastare l’infezione.

L’ascesso parodontale e quello endodontico: che differenza c’è?

Nel caso di un ascesso parodontale, è tutto il supporto del dente a essere colpito dall’infezione, che quindi coinvolge l’osso alveolare, la gengiva, il cemento radicolare e il legamento. Si tratta di un tipo di problema che si manifesta nelle persone che soffrono di malattie gengivali o hanno problemi di parodontite. Viceversa, l’ascesso endodontico colpisce in modo particolare le persone che hanno le carie; è conosciuto anche con il nome di ascesso periapicale, dal momento che origine dall’apice del dente. La sua comparsa è da ricondurre alla necrosi del tessuto pulpare che si trova nei canali del dente. In pratica, è proprio la carie a determinare l’infezione: essa prima distrugge lo smalto, e a quel punto arriva fino alla polpa del dente, che va in necrosi. L’infezione non è che la reazione dell’organismo.

A chi rivolgersi quando si ha un ascesso dentale?

Se si è alle prese con un ascesso dentale con fuoriuscita di pus ci si può rivolgere al Biomedic, centro medico specialistico che si avvale della collaborazione di medici e specialisti della medicina complementare specializzato in medicina biologica e biocompatibile. I professionisti che lavorano in questa struttura credono nella medicina di precisione e personalizzata. Il paziente viene sottoposto a verifiche e controlli finalizzati alla salvaguardia della sua salute e può accedere a prestazioni di medicina naturale, che è priva di effetti collaterali. Il centro vanta più di 30 anni di esperienza, nel corso dei quali ha seguito oltre 30mila pazienti.

Come si trattano gli ascessi dentali?

A prescindere dal tipo di cura che dovrà essere effettuata, il primo passo da compiere consiste nel sottoporsi alla terapia antibiotica, che deve essere prescritta dal dentista. È bene tener presente che gli eventuali rimedi naturali, così come i metodi fai da te, non servono a eliminare la patologia, ma hanno una mera funzione lenitiva.

Bucare l’ascesso a casa è utile?

L’ascesso è una condizione patologica che, per effetto dell’accumulo di pus, porta alla comparsa di un gonfiore. È decisamente sbagliato, però, tentare di bucare la parte gonfia, che ha l’aspetto di una bolla, con un ago o strumenti di altro genere. Non si può escludere che un ascesso non curato porti alla morte, fermo restando che ciò può avvenire, in situazioni molto rare, solo se l’incuria si prolunga nel tempo e si traduce in una setticemia.

I costi da affrontare: quanto si spende per curare un ascesso?

Spesso si evita di curare un ascesso per non spendere soldi. Il costo da affrontare, tuttavia, varia in base al tipo di terapia che deve essere messa in pratica per rimuovere la causa che ha generato il problema. Nel caso in cui ci sia bisogno di estrarre un dente, per esempio, la tariffa si aggira tra gli 80 e i 200 euro; ma si può arrivare a 500 euro nel caso in cui l’ascesso sia dovuto a un dente del giudizio compreso nell’osso. Per le terapie canalari, invece, si va da un minimo di 200 a un massimo di 500 euro.