Tecniche e Pratiche Energetiche per Corpo, Mente e Spirito

I Quattro Sentieri dello Yoga che Portano all'Illuminazione

Scritto da Guido • Lunedì, 2 maggio 2016 • Commenti 0 • Categoria: YOGA
Con la parola sanscrita Yoga si indicano le pratiche ascetiche e meditative della tradizione indù.

Non ho mai amato particolarmente lo yoga, ma quest'anno, tre persone hanno cominciato a farmelo apprezzare: Wim Hof per il suo controllo sulla mente e sul corpo, lo zio Hack per la sperimentazione sugli stati della coscienza e Artour Rakhimov per il pranayama connesso al metodo Buteyko di respirazione.

Ho così cominciato a studiare alcuni testi di figure autorevoli dello yoga come Sivananda, Vivekananda, Muktananda ed anche Iyengar.

Il termine yoga si riscontra già nel più antico testo dei Veda, il Rgveda, con il significato di "unire", "attaccare", "imbrigliare".

Altri termini sanscriti simili sono yuj (verbo) con il significato di "unire" o "legare", "aggiogare"; yúj (aggettivo) "aggiogato", "unito a", "trainato da"; yugá (sostantivo) ossia il giogo che si fissa sul collo dei buoi per attaccarli all’aratro.

Ma unire che cosa?

Lo scopo dello yoga è quello di unire la nostra coscienza alla coscienza superiore ed universale.

Yoga indica l'insieme delle tecniche che consentono il congiungimento del corpo, della mente e dell'anima con il Sè Superiore (o Paramatma), l'unione tra l'energia individuale e l'energia universale.


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16.16 A Scuola di Meditazione

Scritto da Guido • Mercoledì, 20 aprile 2016 • Commenti 0 • Categoria: REPORTS

Continuo a migliorare progressivamente passo-passo nella mia meditazione quotidiana.

Attualmente mi sto focalizzando sulla respirazione addominale, mantenendo piena attenzione sul ritmo del respiro.

Ad ogni respiro faccio scorrere un grano del mala (una coroncina di 108 sferette). La mia pratica consiste in due cicli di mala per circa mezz'ora abbondante a sessione.

Questa settimana ho praticato per due sessioni al giorno, di cui spesso una ero collegato al neurofeedback del BrainMonitor con l'obiettivo di aumentare il ritmo alfa o theta e la sincronia degli emisferi.

Ho continuato la lettura del libro di Muktananda "Il Viaggio Interiore" relativamente al capitolo sulla meditazione ed ho lavorato anche sulla tecnica So-Ham, sempre connessa al mio ritmo respiratorio.

Ho continuato con alcuni esercizi di yoga (pigeon pose e cradle-stretch) per migliorare la scioltezza dell'articolazione pelvica e favorire una migliore postura in meditazione.

Mi sono iscritto ad una scuola di meditazione e l'insegnante dopo un test di mezz'ora mi ha dato alcuni suggerimenti per migliorare la pratica a cominciare dalla postura.

Per quanto riguarda la posizione, ho adottato la "burmese" (nella foto sotto) ed ho cominciato a fare alcuni "aggiustamenti".


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14.16 Settimana Zen: Mindfulness e Semplificazione

Scritto da Guido • Giovedì, 7 aprile 2016 • Commenti 0 • Categoria: REPORTS
Questa settimana è stata dedicata al lavoro sulla presenza (mindfulness) ed alla semplificazione.


La pratica della presenza mentale non è affatto facile perchè mi muovo tra stati di coscienza in modo molto rapido... tra veglia e trance.

Avere una campanella, come suggerisce Mark Waldman, che suona ad intervalli regolari dopo un po' mi dà veramente fastidio e non è un buon metodo per me.

Inoltre ho notato che questa pratica necessita molta più energia ed è anche stancante.

La mia miopia non mi aiuta, dato che rimanendo in uno stato di defocus tendo a scivolare automaticamente in alfa.

E infatti un lavoro sull'acutezza sensoriale non può che essere benefico al riguardo... perchè mi permette di rimanere più associato alla realtà esterna.

Inoltre un grande nemico è la noia. Così ho cominciato a fare pratica con molti "segment intending", intenzioni temporanee di attenzione facendo pratiche energetiche o di allenamento fisico.

Più sento il corpo vivo e più "vivo intensamente" e più è facile rimanere presente. Più mi annoio e più scivolo nella trance.

Ho ristrutturato e semplificato le mie pratiche su Habitica per rendere la mia esperienza più semplice e produttiva.


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13.16 Esperimenti in Meditazione

Scritto da Guido • Giovedì, 31 marzo 2016 • Commenti 0 • Categoria: REPORTS

Questa settimana l'ho dedicata alla meditazione ed alla connessione con il mio Sè Superiore.


In particolare ho ricominciato a leggere il libro di Swami Muktananda "Guida al Viaggio Spirituale" che mi era stato consigliato lo scorso anno dallo zio Hack e... incredibile... mi sta piacendo molto (l'avevo accantonato per le troppe "indianate" o termini sanscriti).

Ho praticato anche scrivendo i pensieri, come consigliato da Mark Waldman... e tante sono state le informazioni, le idee utili che ho cominciato a "scaricare" dall'inconscio.

Ho trovato molto utile praticare le tecniche di mobilità prima della meditazione, scaricando un bel po' di tensione "congelata" nei muscoli.

Altra novità è il passaggio dal diario online su IDoneThis ad un diario cartaceo.

Sì sono tornato indietro, ma il diario cartaceo (un piccolo raccoglitore
ad anelli con divisori colorati) mi permette di annotare le mie pratiche immediatamente anche quando sono lontano dal computer.



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La Meditazione in Ogni Momento

Scritto da Guido • Martedì, 11 agosto 2015
Sto praticando giornalmente la mindfullness, la presenza mentale e la trovo davvero tosta.

Una delle tecniche su cui mi alleno è di mantenere la mia attenzione contemporaneamente su tre punti: me stesso, l'ambiente in cui sono e ciò che sto facendo.

Contemporaneamente sto leggendo il libro di Swami Muktananda "I segreti del viaggio interiore".

In pratica cerco di restare presente più a lungo possibile in ogni cosa che faccio, di rimanere nel qui e ora, senza che la mia mente divaghi.

Si tratta di una sorta di meditazione, perchè la parola meditazione non rappresenta una pratica, ma uno stato.

Per uscire dalla meccanicità delle abitudini e dei comportamenti è necessario allenarmi in questa impresa da Sisifo.

Chi era Sisifo?
Ah ecco...

Secondo la mitologia greca Sisifo era un uomo molto intelligente e astuto, talmente scaltro che decise di sfidare gli dei, ma venne da questi punito. 


Zeus decise infatti che Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte.

Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte.

Ogni volta, e per l'eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci.

E se infine, dopo tanti sforzi, fosse riuscito nella sua opera? Puoi immaginare la sua felicità?


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