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Ghiandola pineale, serotonina e melatonina

Scritto da G. • Lunedì, 21 dicembre 2009



La ghiandola pineale lavora in funzione dei cicli luce/buio rilasciando due ormoni principali: la serotonina di giorno e la melatonina di notte.

La serotonina attivata durante le ore di luce dà inizio ai cicli ritmici di veglia.
Tra le sue attività:
1. rende attenti e vigili
2. stimola l'apprendimento e la memoria
3. aumenta coscienza e concentrazione
4. regola l'equilibrio emozionale e stimola il buonumore
5. stimola la fisiologia del corpo, coordinandone il livello energetico





La melatonina, origina dalla serotonina che viene trasformata dalla ghiandola pineale appena i recettori della retina non sono più stimolati dalla luce.

Tra le sue attività diminuisce l'attività delle onde cerebrali, passando dalle onde beta alle alfa, poi theta e poi delta. Il sonno in delta è il sonno ristoratore che permette al corpo di rigenerarsi e di riparare il DNA danneggiato.



La melatonina è in competizione con i corticoidi surrenali che aumentano a causa dello stress... quindi diminuisce la produzione di melatonina. Riducendosi la produzione di melatonina, il nostro sonno non è più riposante e le cellule non vengono riparate, ma degenerano...
Si attiva così il processo di invecchiamento.


Il livello di melatonina, che diminuisce con l'aumentare dello stress e quindi con l'avanzare dell'età è un segno inequivocabile dell'invecchiamento. Quindi... se riusciamo ad aumentare il livello di melatonina, riusciremo ad evitare l'invecchiamento. Logico, no? ;-)
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4 Commenti

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  1. vorrei porre un quesito...anni fà, nel 2004 tramite risonanza mi venne riscontrata l'atrofia totale della ghiandola pineale. era un periodo in cui stetti malissimo, trattata con psicofarmaci e ansiolitici.
    mi venne infine diagnosticato un grosso problema alla ghiandola tiroidea, per cui feci l'intervento di tiroidectomia completa.
    quando chiesi perchè la mia ghiandola pineale fosse atrofizzata a quell'età, avevo 44 anni, nessun psichiatra, neurologo ed endocrinologo mi dette risposte.
    ora vorrei davvero capire...è possibile? grazie!
  2. Gentile Francesca, l'atrofia della ghiandola pineale identificata con la risonanza, potrebbe essere semplicemente che la ghiandola non si sia mai sviluppata e non necessariamente che era sana e poi è scomparsa a causa di qualche patologia. Se così fossero le cose, sarebbe venuta meno una parte della produzione di melatonina. Tuttavia la melatonina non viene prodotta solo dalla pineale, ma anche, ad esempio dalle cellule dell'intestino e pertanto, in mancanza di quella prodotta dalla pineale, non è detto che ci siano per forza disturbi (come ad esempio quelli che riguardano il sonno). Per quanto riguarda il problema tiroideo, da quello che scrive, non sembra che ci possano essere collegamenti fra l'atrofia della pineale e la malattia tiroidea che l'ha condotta all'intervento. Purtroppo il dosaggio della melatonina non viene effettuato "di routine", ma soltanto per ricerca e quindi non è possibile sapere se e quanta melatonina riceve il suo organismo. In ogni caso l'endocrinologo dovrebbe essere in grado di valutare la eventuale necessità per lei di una terapia con melatonina.
    Spero di esserle stato utile e la saluto cordialmente.
    Maurizio Nordio
  3. Buonasera, io lo scorso anno dopo uno svenimento ho fatto la tac celebrale e mi hanno riscontrato la pineale calcificata ed avevo 35 anni ma nessun medico l'ha presa in considerazione, azi mi dicevano che non era nulla ed era l'ormone della crescita. Avevo le pupille molto dilatate per un certo periodo persi anche 3 gradi all'occhio destro, la sera mi capitava di addormentarmi sul tavolo senza riuscire a controllarlo, non solo sento ancora la parte bassa della testa informicolita senza dolore come una lieve pressione, con scarsa memoria perdta di coscienza e disorientamento. Potrei avere una risposta esaustiva graze infinite
  4. Gentile Giorgia, ho letto con attenzione ciò che ha scritto e ci sono da fare alcune precisazioni. Innanzitutto, la calcificazione della pineale è una situazione occasionale e di solito priva di significato clinico. Tuttavia, alcune volte tali calcificazioni possono rendere la pineale non in grado di produrre quantità sufficienti di melatonina, con conseguenze sulla qualità dei ritmi dell'organismo (tipo ritmo sonno/veglia e quant'altro), così come sembra che lei abbia sperimentato in passato. Secondo, l'ormone della crescita non c'entra nulla con la ghiandola pineale. Terzo, i sintomi che descrive dovrebbero essere valutati dallo specialista endocrinologo il quale la visiterà e dovrà prendere visione degli accertamenti che ha già eseguito, decidendo se la sua sintomatologia ha una base endocrina oppure no.
    Spero di esserle stato d'aiuto. Cordiali saluti
    Maurizio Nordio

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