Mamme di bambini aggressivi: cosa fare?

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Non tutti i bambini sono docili e obbedienti, tranquilli, in molti casi i genitori e soprattutto le mamme lamentano che i loro figli sono aggressivi e ribelli e si sentono preoccupate e incerte sul da farsi. Come affrontare il problema? Perché il bambino è aggressivo?

Perché il bambino è aggressivo?

Il bambino si dimostra particolarmente aggressivo, graffia, morde, tira i capelli o mette in atto altri comportamenti che mostrano una spiccata aggressività; cosa fare in questi casi e soprattutto perché fa così?

Un noto pediatra e psicoanalista, Winnicott, sostiene che la stessa crescita è un atto aggressivo, riconducendo in questo modo l’aggressività del bambino ad una fase pressoché fisiologica.

Anche i bambini più tranquilli mostrano atteggiamenti aggressivi ma basta vederli mentre si “avventano” su un giocattolo e come lo difendono dal tentativo di toglierlo, da parte di un altro bambino o dei genitori.

L’aggressività e il disagio del bambino

L’aggressività, entro certi limiti e in certe occasioni, è perfettamente fisiologica, è l’affermazione della propria personalità e del proprio desiderio. Il bambino non ha la capacità di argomentare razionalmente, questa è prerogativa dell’età più avanzata, almeno dall’adolescenza in poi.

Come fa il bambino ad affermare una sua ferma volontà se non con i capricci e una certa aggressività? Questo è normale ma quando l’aggressività diventa eccessiva, arrivando a fare del male agli altri bambini e persino ai genitori o ai nonni, allora occorre riflettere un poco.

Quasi sempre l’aggressività del bambino, parliamo di quella anomala, deriva da un disagio che il bambino non è in grado di esprimere a parole. Spesso si tratta della ricerca di attenzioni e di ascolto e su questo i genitori, la mamma, possono fare molto.

L’aggressività del bambino è da mettere, nelle sue manifestazioni, in relazione alla sua età, quindi al suo livello di crescita e maturazione. L’aggressività stessa si manifesta in forme diverse in funzione dell’età del bambino.

L’aggressività ad un anno

Il bambino di un anno può esprimere la propria aggressività attraverso urla, pianto, oppure anche battendo con il primo oggetto che gli capita in mano su un piano come quello del seggiolone o il tavolo.

Talvolta gli stessi oggetti sono usati per percuotere la mamma, il papà, il fratellino eccetera. Bisogna discriminare tra l’uso degli oggetti per battere per gioco, spesso accompagnato da risa e l’atto fatto con rabbia.

L’Aggressività a due-tre anni

A due-tre anni, il bambino entra nella fase relazionale, quindi comincia ad affermare l’IO distinguendolo dal “TU”. L’aggressività si evidenzia con morsi, graffi, pianti e anche con percosse verso chi gli sta vicino, il più delle volte proprio le persone che più ama.

L’aggressività viene anche usata per capire quali reazioni questi atti generano e per comprendere, in realtà, fino a quale punto si può spingere prima di superare la capacità di sopportazione degli altri con cui entrano in relazione, genitori in primis.

L’aggressività come reazione

Molte volte sono le mutate situazioni famigliari a generare le reazioni aggressive del bambino, come l’arrivo di un fratellino. In questi casi l’aggressività è la reazione del bambino per difendere o riconquistare oggetti e spazi che sente sono stati usurpati.

Mai come in questi casi l’aggressività è l’espressione di un disagio e il profondo bisogno del bambino di attenzioni.

Cosa Fare

I genitori devono sempre cercare di mettersi nei panni del bambino per comprendere i suoi comportamenti aggressivi. Domandarsi cosa è cambiato nella vita quotidiana che possa aver generato queste reazione è necessario.

In alcuni casi l’aggressività del bambino non è altro che l’emulazione dei comportamenti all’interno della famiglia, per cui prima di capire perché il bambino è aggressivo occorre un esame di coscienza sui propri comportamenti in famiglia e poi, in seconda analisi, negli ambienti che il bambino frequenta.

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